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IV.2.b) Genotipo e fenotipoIV.2.b.1. Miglioramento dell'efficacia
Se si ammette l'esistenza della variabilità genetica non aleatoria nel genotipo e, di fatto, che la maggior parte delle variazioni non possa esserlo in genomi o sistemi complessi considerata l'interrelazione che avranno necessariamente, e ancor meno nel caso di un salto evolutivo che può generare ciò che si conosce come anello perduto, è facile accettare le modificazioni nel genotipo per condizioni ambientali, esattamente come propose Lamarck. Una cellula che ha dovuto mantenere nel corso della sua vita intera una membrana più dura di quella prevista inizialmente, e che ha fatto modificazioni della sua meccanica interna per creare certe proteine più efficaci per la sua membrana e che naturalmente possiede nel proprio fenotipo, trasmetterà, se possibile, quest'informazione alla discendenza attraverso il genotipo, come farebbe qualsiasi essere vivente.
Naturalmente i miglioramenti più efficaci avranno più successo in vita e nel meccanismo della selezione naturale, ma l'origine dell'evoluzione è il miglioramento iniziale mediante la variabilità genetica non aleatoria.
D'altra parte, la differenziazione sessuale ci permette di scegliere fra due linee evolutive diverse per raggiungere l'obiettivo di miglioramento degli esseri viventi, in definitiva della vita. In qualche modo deve esserci un meccanismo che permetta di scegliere il genotipo o fonte ottima in ciascun caso particolare. Se un gene è operativo o significativo, deve essere per qualche ragione o motivo, e ci sarà stato un momento in cui è stata determinata la sua significatività. L'informazione genetica o genotipo non è composta soltanto da istruzioni per sviluppare il nuovo essere, ma incorporerà inoltre condizioni di sviluppo di tali istruzioni, è ciò che si conosce come epigenetica. Un esempio simile potrebbe essere l'esistenza di marcatori di quando un gene deve comportarsi come dominante, benché sia discutibile perché avremmo un problema se i due geni avessero questo marcatore d'espressione nel fenotipo
Ciò che invece è più fattibile è che comprenda informazione collegata; ad esempio quante generazioni d'anzianità ha una parte del genotipo o codice genetico o se una determinata parte del genotipo si considera di carattere strutturale, ciò che equivarrebbe quasi a segnarlo come dominante anche se concettualmente diverso. In qualche modo incorporerà anche informazione d'interdipendenza fra diverse parti del genotipo o codice genetico, vale a dire che lo sviluppo di una parte nel fenotipo significa lo sviluppo di tutte le parti, segnate o identificate da ogni altro metodo o meccanismo.
Oggigiorno è ammesso che una buona parte del codice genetico contenuto nel genotipo non viene utilizzato nello sviluppo del nuovo essere, basti ricordare una delle presentazioni della stampa del genoma umano, in cui ciò che richiamava di più l'attenzione era la dimensione ridotta del genoma e la quantità di codice genetico non operativo che possedeva il cromosoma Y. Sembra che la natura non elimini la parte modificata del codice genetico, ma che conservi una copia per un'eventuale necessità. Non si sa esattamente a che scopo, ma un programmatore esperto capirebbe perfettamente le diverse utilità che si possono dare ad un codice non operativo nella configurazione di un programma informatico qualunque. In ogni caso, devono essere in qualche modo marcate o identificate la parte di codice operativo del genotipo e quella che non lo è.
Un altro argomento per migliorare l'efficacia dell'informazione genetica ci viene fornito dal cosiddetto salto evolutivo, indipendentemente dalle ragioni e del fatto che provochi un anello mancante. In questi casi il rifiuto del salto evolutivo in seguito a mutazioni aleatorie è molto più grande, perché renderebbe enormemente difficile l'esistenza di un determinato anello mancante o di grandi vuoti nel registro fossile. Dopo essere avvenuto il salto evolutivo, ci sarà inizialmente una gran quantità di codice genetico ridondante e di funzioni svolte in modi diversi, nonostante il risultato sia lo stesso; il passo successivo dalla genetica evolutiva alla ristrutturazione avvenuta sarà una semplificazione e sistematizzazione del codice genetico. Solo dopo aver concluso questa razionalizzazione, la natura sarà in grado di aggiungere altre piccole modifiche nel genotipo che migliorino e amplino le capacità degli esseri viventi. IV.2.b.2 Ottimizzazione dell'evoluzione dall'origine della vita
La natura si trova indubbiamente in un mondo in cui le risorse sono scarse, la maggior parte del tempo è impiegata per sopravvivere e la sopravvivenza della discendenza non è assicurata. I sistemi d'impulso vitale hanno la caratteristica di dover evolversi il più rapidamente possibile nel genotipo, non sempre è sufficiente farlo bene, ma a volta bisogna anche essere i migliori; perché il meccanismo della selezione naturale può avere molta forza e agisce da barriera del sistema, eliminando quello più lento ad ottenere potere sul mondo reale, adattandosi all'ambiente o adattando l'ambiente a se stesso. In altre parole, una delle funzioni più importanti della selezione naturale è quella di fungere da acceleratore dell'evoluzione. Una caratteristica derivata dalla velocità dell'evoluzione e dalla scarsità di risorse sin dall'origine della vita è l'ottimizzazione delle risorse evolutive, poiché permette di aumentare la suddetta velocità. Queste due caratteristiche hanno una forza speciale per il disegno stesso della vita, che impone una continua concorrenza e lotta fra gli esseri. Vista l'importanza così smisurata, queste caratteristiche sono ora considerate veri e propri obiettivi dell'evoluzione dei sistemi di impulso vitale. Indipendentemente da questo, c'è una questione metafisica che implica direttamente la velocità dell'evoluzione come un importante obiettivo. Perché il disegno della vita in questo mondo implica che molti esseri viventi si nutrano d'altri esseri viventi e molti di loro finiscano in modo piuttosto crudele?
La differenziazione sessuale presuppone (oltre ad altre numerose considerazioni) un mezzo per accelerare i cambiamenti nel genotipo, poiché consente di incorporare nell'informazione genetica determinate funzioni che provengono dal genotipo e dal fenotipo d'altri esseri viventi. Quando si trasmette l'informazione genetica senza la necessità di un altro essere, si incorpora solo l'esperienza di un individuo ed è necessaria una nuova generazione per incorporare al genotipo l'esperienza di un altro individuo, l'evoluzione di un'unica linea è molto lenta. Se si riescono ad unire diverse esperienze o genotipi sviluppati in fenotipi, l'evoluzione sarà molto più veloce e ricca, implicherebbe la combinazione genetica con genotipi di altri individui che avranno incluso alcune variazioni del loro fenotipo e la possibilità di utilizzare il metodo di verificazione dell'informazione genetica (VIG). Il grafico precedente ci mostra la differenza d'incorporazione di nuove modifiche genetiche, con evoluzione in linea e con differenziazione sessuale durante nove generazioni e l'importanza genetica che ciò può avere. Ipotizzando che tutti gli individui o esseri abbiano lo stesso codice genetico o genotipo nel momento 0, dopo 6 generazioni le modifiche accumulate sarebbero con l'evoluzione in linea la terza parte delle modifiche con la differenziazione sessuale, dopo nove, la nona parte… Evidentemente l'evoluzione d'origine esterna sarà maggiore proporzionalmente all'età adulta dell'individuo, specialmente nei miglioramenti che riguardano funzioni che si vivono solo nella tappa adulta. Quest'effetto potrebbe essere la giustificazione biologica, e non culturale, dell'osservazione secondo cui, in molte specie, le femmine preferiscono i genotipi di maschi adulti; al contrario dei maschi, che le preferiscono giovani perché hanno un corpo più forte per svolgere il compito difficile e complicato dello sviluppo iniziale del nuovo essere. Un metodo intermedio fra l'evoluzione in linea e la differenziazione sessuale è la differenziazione sessuale primaria o endogamica. Ad esempio, le api hanno maschi, ma questi ultimi fecondano sempre la regina del proprio alveare. In questo caso è più probabile che un sesso trasmetta una copia di sicurezza integra e che l'altro apporti qualche tipo di miglioramento nel genotipo. Dovuto al suo carattere endogamico, il metodo di verificazione genetica VIG non si potrebbe applicare, almeno come è stato descritto; potrebbe comunque applicarsi con un ritardo generazionale in modo che la verificazione avvenga fra modifiche di generazioni diverse.
D'altro canto, la non applicazione del metodo VIG significa dover cercare la sicurezza della validità delle modificazioni con altri mezzi; potrebbe essere mediante la verifica esaustiva, la quale richiede molto tempo e lavoro, per questa ragione il sesso incaricato di generare le modifiche dovrebbe liberarsi da lavori impegnativi che occupano l'organismo. Oppure potrebbe darsi che il suo volo sia più libero di quello delle api che lavorano continuamente, ed essendo più libero esercita e migliora le tecniche di volo, insomma, ci sarà qualche spiegazione del tema dei famosi “fuchi”, perché riconosco che questo paragrafo è pura speculazione.
Tornando al tema dell'importanza genetica dell'ottimizzazione delle risorse, ogni ripetizione di un passo evolutivo o genotipo è un passo indietro, una perdita di tempo, energia e risorse.
Potrebbe essere questa la ragione per cui alcune specie sacrificano il maschio dopo l'unione, di modo che la ripetizione di tale passo evolutivo sarà impossibile. È un dato di fatto che la natura prende sul serio quest'obiettivo.
Ho inoltre citato la possibilità di associare condizioni di sviluppo effettivo del carattere modificato a seconda dell'esistenza di altri caratteri associati. Così è possibile che una modificazione si sviluppi in una generazione posteriore a quella successiva o addirittura che si possa imporre questa condizione per garantire che i cambiamenti effettuati vengano considerati operativi dopo aver comprovato la loro utilità in più di una generazione. Si può giustificare questo meccanismo dal prisma dell'obiettivo della rapidità e dell'ottimizzazione dell'evoluzione. Pensiamo, ad esempio, ai cambiamenti genetici d'origine ambientale, se tali cambiamenti fossero direttamente operativi nella generazione seguente, correremmo il rischio di dover annullare questi cambiamenti genetici se i cambiamenti ambientali non sono stabili a lungo termine, e di annullare anche tutti i cambiamenti e gli adattamenti derivati dagli stessi; insomma, tempo sprecato.
Come è stato detto nella sezione di Garanzia e Sicurezza, con il metodo di verificazione dell'informazione genetica VIG ed altri, si possono fare molte più modificazioni al genotipo senza mettere in pericolo la viabilità del nuovo essere vivente o fenotipo. Il numero di modificazioni del genotipo effettuate in ogni generazione è così alto che se non si potesse applicare in modo effettivo il metodo VIG, il nuovo individuo non avrebbe molte prospettive di futuro. È un fatto verificato, infatti, in natura possiamo citare casi in cui avviene esattamente ciò che stiamo illustrando, si tratta del caso dei figli che possono avere due genitori che a loro volta siano fratelli; il metodo VIG si applica, però, siccome esiste un gran numero di modificazioni recenti e comuni, non svolgerà la propria funzione di filtro con l'efficacia sufficiente, ciò che provocherà danni visibili e rilevanti alla discendenza. Il fatto menzionato ha un'elevata importanza genetica, poiché costituisce una prova evidente della quantità di modificazioni effettuate in ogni generazione e indirettamente implica la loro non aleatorietà, infatti, con una moltitudine di mutazioni aleatorie in ogni generazione, il genotipo sarebbe un piccolo caos, non per noi ma per la stessa natura nel momento dello sviluppo del fenotipo.
L'effetto delle mutazioni aleatorie sul fenotipo sarebbe può grave se parlassimo di funzioni vitali, vista la complessità e sensibilità del sistema; cioè, in funzioni che praticamente non possono ammettere cambiamenti aleatori, giacché basterebbe un piccolo errore per provocare la morte o la non sopravvivenza del nuovo individuo, e la selezione naturale non permette questo tipo di errori. Esempi di mutazioni aleatorie o modificazioni veramente aleatorie e con effetti devastanti si possono trovare in fatti storici come il lancio di bombe atomiche alla fine della Seconda Guerra Mondiale in Giappone e nei film degli anni '50 del secolo scorso.
En sistemas complejos la única forma de acercarse a la certeza absoluta sobre un aspecto concreto es su contrastación con una fuente independiente. Además si los cambios fuesen siempre por mutaciones aleatorias no tendría mucho sentido el método de verificación de la información genética VIG, puesto que, dada la magnitud del código genético, raramente se producirían en la misma posición. Nello studio statistico IDI sull'intelligenza, è dimostrata con chiarezza l'esistenza del metodo di verificazione dell'informazione genetica.
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Mª José T. Molina
Racconti online gratis Libri online gratis © 2000 Tutti i diritti riservati Tradotto da Daniela Facchinetti |
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