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libro on line gratis di racconti brevi per bambini

 
 

RACCONTI D’AMORE

 

Brevi racconti d’amore di bambino piccino che viveva in un paesino piccolo piccolo. Libro on line di racconti d’amore di Cañaveruelas.

Vediamo l’analisi di questo breve racconto per bambini ed il commento delle caratteristiche e degli elementi principali della sua struttura:

  1. Racconti d’amore

    Una caratteristica comune a tutta la raccolta di racconti brevi on line gratis di questo libro in linea è l’oggetto: contiene racconti o storie d’amore, sebbene a prima vista non lo sembri. L’amore è il contesto o lo sfondo che unisce tutte le storie, la loro interpretazione ed assimilazione diventa addirittura uno strumento necessario per capire i cattivi.

  2. Racconti buona notte

    I racconti corti o brevi sull’amore o a lieto fine per bebè e bambini piccoli sono l’ideale per addormentarsi, sotto forma di narrazioni da leggere a voce alta, poiché li immergono in uno stato di rilassamento ideale per un riposo gradevole ed un funzionamento adeguato del cervello infantile in questo stato.

    Bisogna segnalare che nei racconti da leggere, soprattutto nelle favole della buona notte, sebbene molto brevi, spesso il bambino o la bambina si addormenta prima che finisca il racconto. Si sono addormentati in un mondo di fantasia in cui probabilmente hanno aggiunto altri elementi alla trama.

    Un’altra caratteristica tipica dei brevi racconti d'amore on line della buona notte è la partecipazione attiva alla narrazione della storia da parte di bambini e bambine. Nel racconto da leggere le parole non concluse invitano i bimbi a terminarle. Ovviamente la partecipazione al racconto si deve adeguare alle possibilità e ai desideri dei destinatari ed è uno degli elementi dei racconti personalizzati.

    Un elemento importante è che i bambini e le bambine abbiano la possibilità di scegliere il racconto da leggere o favola della buona notte e che la loro scelta venga spesso presa in considerazione.

  3. Racconti brevi per bambini da 2 a 7 anni

    Sia nei racconti per bambini in italiano che nei racconti in inglese ed in altre lingue, la struttura grammaticale è molto semplice ed il vocabolario è basico, considerato il pubblico degli stessi, ci si limita così alla descrizione di aspetti o elementi basici.

    Ad ogni modo, la ripetizione di parole nei brevi racconti d'amore rafforza il vocabolario impiegato e la sequenza cronologica insiste sull’idea della persistenza del tempo come uno degli assi centrali della nostra vita.

    Tutti i racconti sono educativi, ma nei racconti brevi per bebè (fino a 3 anni) questa caratteristica è sempre accentuata.

    D’altra parte, molti bambini o bambine piccole avranno l’impressione che il libro gratis on line di racconti d’amore di Cañaveruelas contenga storie vere con dettagli affini alla loro realtà.

  4. Racconto inventato

    Indubbiamente ogni bambino è un mondo a parte, ma l’esperienza mi suggerisce che l’elemento più importante non è la qualità tecnica del racconto inventato o personalizzato, bensì l’amore che riesce a trasmettere.

    Non voglio dire che non si debbano raccontare favole d'amore per bambini tradizionali o classiche, molte di loro sono infatti davvero geniali, ma che si possono complementare con brevi racconti d'amore più vicini a bambini e bambine, facendo in modo che li apprezzino e che ne richiedano un tipo o l’altro quando vanno a dormire con un racconto letto a voce alta.

  5. Racconto personalizzato

    Un’altra caratteristica rilevante è la presentazione, mediante questi brevi racconti on line, di idee prossime alla vita reale dei bambini ed al loro mondo, aiutandoli così a sviluppare il loro stato evolutivo, sia emotivo che cognitivo.

    Per configurare un racconto personalizzato bisogna analizzare il problema o la situazione da affrontare nella vita del bambino, oltre a riflettere e creare una trama per il nuovo racconto; vale a dire un impegno di tempo ed uno sforzo di cui i bambini o le bambine non saranno consapevoli.

    Per questo è consigliabile adattare in parte i racconti brevi e classici per bambini ed i racconti inventati qui presentati alla situazione reale, a dati come l’età, il sesso, il numero di fratelli ed altri elementi rilevanti del mondo infantile che possono essere facilmente personalizzati.

  6. Storia vera

    Vi è un tipo di racconto o storia che trovo specialmente emotivo, si tratta di storie vere della propria infanzia, di cui parla il racconto d'amore.

    Non sono solo racconti d’amore e situazioni speciali, ma anche, per i meccanismi della memoria, episodi che per una ragione o per l’altra rappresentano elementi importanti nella vita di un bambino. Per questa caratteristica è molto probabile che i racconti e le storie colpiscano la mente dei bimbi.

    Un altro beneficio è che il piccolo conosce meglio la persona che gli racconta una storia senza il riferimento personale; infatti, non bisogna sempre dirgli l’origine del racconto d'amore, in questo modo si ottiene un’opinione dello stesso più obiettiva. E non solo, è bello fare in modo che lo scopra, al  momento giusto.

    La struttura dei racconti d’amore di Cañaveruelas, essendo una raccolta di racconti brevi che iniziano tutti con gli stessi due paragrafi del racconto della Gatta, consente di ripetere qualche paragrafo in più quando lo si considera opportuno o non viene menzionato da molto tempo, o semplicemente si vuole rendere un po’ più lungo un racconto breve.

    Allo stesso modo, la struttura di questi racconti d’amore on line permette di combinarli in modo tale che si possano inserire due o più elementi di diversi racconti brevi in un’unica narrazione.

RACCONTI BREVI DI CAÑAVERUELAS

Paesino (Grañón) di T.P. Barrasa

RACCONTO DELLA GATTA

In un paesino vicino a H... (Huete), chiamato C… (Cañaveruelas - Waves in the Sea of Cane), viveva un bambino piccino in una piazza al centro del paese che si chiamava C… (Il Corso)

A Corso c’era una casa dove viveva il bambino piccino con la sua famiglia: il suo papà, la sua mamma ed i suoi fratellini, tre fratellini e tre sorelline.

 

Racconti d’amore

 

Nella stessa casa vivevano altri animali. Nella stalla viveva un’asinella molto buona, molto forte ed una gran lavoratrice; in un’altra stalla due caprette che fornivano il latte per la colazione di tutti i fratellini.

Al bambino piaceva da matti l’asinella, gli piaceva tanto che una delle prime parole che imparò a dire era: nella, nella, la parte finale di asinella.

Nella casa c’era anche una gatta di nome la Gatta ed era incaricata di far sparire i topi, perché potevano mangiare il cibo della dispensa. La gatta era un animale giocherellone, ogni volta che passava vicino al bambino lo spingeva con la pancia e lo buttava per terra.

La casa aveva inoltre un recinto nella parte posteriore in cui c’era un piccolo pollaio per le galline che, fra le altre cose, facevano le uova, e le uova fritte erano buonissime. Proprio sotto il pollaio c’era il porcile, una stanzetta piccolina dove viveva un maialino grassottello.

Il bimbo piccino aveva meno di due anni; afferrandosi con le mani al tavolo della cucina, dove pranzavano e cenavano, e mettendosi in punta di piedi, non riusciva a vedere cosa c’era sul tavolo; al bambino non piaceva non sapere cosa c’era sul tavolo, mentre tutti gli altri lo sapevano.

Il bambino era molto felice di vivere nella casa di Corso con la sua famiglia e così tanti animali, pensava che fosse stata una gran fortuna nascere essere umano anziché asinella, gatta, capretta, gallina, maiale, topolino o… perché no? formica.

Aveva voglia di sapere cosa ci fosse sul tavolo, senza che nessuno dovesse prenderlo in braccio; voglia di poter prendere la caraffa d’acqua senza dover aspettare che gliela dessero quando aveva sete; ed aveva voglia di poter evitare che la gatta, sfiorandolo con la pancia quando gli passava vicino, finisse sempre per buttarlo per terra.

Non si faceva male cadendo per terra, ma, anche se all’inizio pensava che erano piccoli incidenti, si rese poi conto che, più che incidenti, erano messaggi della gatta che diceva “io sono più forte, qui comando io”.

Un’altra cosa che gli piaceva moltissimo era guardare il focolare. Sul pavimento della cucina c’era una base di metallo attaccata alla parete, proprio sotto il caminetto, dove la sua mamma preparava da mangiare con padelle e pentole di terracotta al calore del fuoco a legna. I continui cambiamenti di forma e di colore delle fiamme e dei carboni erano affascinanti e gli enormi pezzi di legno finivano ridotti in mucchietti di cenere.

Il bambino era felice e tutti erano molto bravi con lui, il suo papà, la sua mamma ed i sei fratellini. Con tutti quei fratellini non la smetteva di giocare. Quando qualcuno gli chiedeva a chi voleva più bene, a nella o al suo papà, lui rispondeva sempre a nella, perché pensava che l’asinella avesse più bisogno d’amore e che fosse più sola.

Ogni giorno che passava, il bambino stava quasi per vedere cosa c’era sul tavolo, finché un bel giorno finalmente ci riuscì. Quindi pensò che l’obiettivo seguente sarebbe stato evitare che la gatta lo buttasse per terra.

Sapeva già che non erano incidenti e che aveva l’abitudine di buttarlo per terra, quando lui gironzolava in cucina. Così doveva fare più attenzione in quei momenti, perché la gatta lo coglieva sempre di sorpresa, era una mascalzona. Un po’ per volta incominciò a poter cingere la pancia della gatta con entrambe le mani prima che lo buttasse a terra.

Era come una lotta fra giganti, una lotta molto divertente con la sua amica, la gatta. Quando mangiavano, il bambino le dava briciole o pezzetti di pane perché la gatta girovagava sempre fra le gambe del tavolo della cucina.

Passarono giorni e giorni, settimane e settimane, probabilmente mesi e mesi, nonostante il bambino non sapesse precisamente cos’era un mese, finché finalmente le forze si equilibrarono. Per un po’ di tempo, non troppo lungo né troppo corto, quando il bambino e la gatta si incrociavano, in cucina o in altri posti della casa, non sapevano se il bambino sarebbe finito per terra o se avrebbe sostenuto la gatta senza cadere.

Alla fine, la gatta incominciò ad evitare la lite, il bambino era cresciuto, era orgoglioso, ma al contempo sentiva la mancanza del morbido sfioramento della gatta quando lo buttava per terra.

Tuttavia,la gatta ogni tanto sfiorava il bambino, ma in segno d’affetto e non con l’intenzione di buttarlo a terra.

E vissero felici e contenti,

E adesso...

A NANNA !

 


 

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Mª José T. Molina
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Tradotto da Daniela Facchinetti