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TEORIA COGNITIVA GLOBALE
LA MEMORIA ED IL LINGUAGGIO |
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3.c) Affidabilità nella gestione dell'informazione della memoriaAl parlare d'intelligenza, ho già anticipato i rapporti concettuali fra logica e memoria matematica, intuito e memoria normale e fra linguaggio e memoria linguistica, si trattava dei diversi modi di funzionamento dell'intelligenza come capacità di stabilire rapporti e dell'intelligenza come gestore del sistema di informazione della memoria ed i modi di trasmissione dell'informazione stessa. La memoria matematica, quella che richiede esattezza nelle risposte del sistema d'informazione biologico, deve comportarsi come l'intelligenza logico-matematica in quanto ai requisiti di affidabilità. Non sarebbe tuttavia strano che altri tipi di memoria come la memoria normale o la capacità linguistica, che hanno la proprietà di ammettere errori ed approssimazioni, fossero conseguenza della stessa informazione genetica che serve per creare la memoria matematica, ma con la premessa contraria a quella della verifica dell'informazione. Il nostro cervello è cioè costruito con codici genetici di entrambi i genitori e nella gestione dell'informazione, in certi processi come la memoria normale, non richiederà la sicurezza delle risposte del sistema d'informazione. D'altro canto con la memoria appaiono problemi addizionali poiché su di essa influisce la propria natura di magazzino d'informazione grande o piccolo, oltre ai problemi o alle caratteristiche della gestione dell'informazione del suddetto magazzino. È chiaro inoltre che esistono memorie molto speciali con una gestione dell'informazione altrettanto speciale, il cui funzionamento interno è oggigiorno praticamente sconosciuto alle neuroscienze. Non mi riferisco alle parti del cervello che si attivano o no in determinate attività dello stesso, bensì ai meccanismi biologici che si sviluppano da un punto di vista funzionale. Si possono menzionare fra le tante la memoria linguistica, la memoria visiva e la memoria musicale. Sebbene abbia utilizzato finora il termine di memoria matematica, credo che sarebbe più preciso il termine di memoria in modo sicuro nella gestione dell'informazione o nella sua trasmissione. Allo stesso modo, ma senza pretendere di creare un tipologia chiusa, potremmo parlare di modo probabile quando l'affidabilità richiesta nella gestione dell'informazione è alta ma non massima, e modo possibile quando questa affidabilità è relativamente bassa. 3.d) Integrità dell'informazione3.d.1. Compressione dell'informazioneCome si è detto nella sezione riguardante i tipi di memoria, avanzando nei diversi strati della stessa cambiano le caratteristiche dell'informazione, diventando un sistema multidimensionale, cioè: l'informazione si comprime.
Una spiegazione ragionevole di questi commenti sulla gestione dell'informazione può essere la seguente:
Mi sto riferendo a problemi normali con l'età, anche se chiaramente in alcuni casi i sintomi sono molto più seri e cagionano perdite della memoria che possono portare alla demenza o a malattie come l'Alzheimer. Molto probabilmente, come in tutti processi complessi, avere poca memoria o non esercitare dovutamente determinate fonti d'informazione compressa avrà una correlazione positiva con l'Alzheimer. 3.d.2. Degradazione dell'informazioneUn altro metodo, noto alla nostra cultura, è la degradazione dell'informazione nei processi di compressione della stessa. La compressione di un'immagine in formato bmp a formato jpg mediante un computer si può compiere senza perdita d'informazione o con un determinato grado di perdita della stessa, che però riduce sensibilmente la grandezza del nuovo file. Specialmente la memoria sensoriale richiede azioni di degradazione per ridurre l'immensa quantità d'informazione che riceve. Pensiamo alla musica ed alle canzoni, ai film, ai video, ecc. 3.d.3. Ricostruzione dell'informazioneIn corrispondenza al fenomeno della degradazione dell'informazione, esiste quello della ricostruzione di una fonte d'informazione compressa o degradata allorché lo richieda il gestore della memoria. Come sappiamo questo fenomeno può far sí che una persona sia convinta di un fatto o di un aspetto determianto perché la sua memoria glielo riferisce, mentre in realtà non è così. Pare che stia mentendo, ma di fatto la persona è solo confusa, sebbene non lo sappia neanche lei.
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