4.b) Fenomeni gravitazionali

4.b.1. Nature delle ondi longitudinali e gravitazionali

L’esistenza delle onde gravitazionali ➹ intuite da Newton, studiate da Laplace e previste dalla Teoria della Relatività Generale di Einstein è un argomento interessante poiché ci porta la natura della gravità.

Da un punto di vista non accademico, in relazione alle onde gravitazionali, dobbiamo tenere presente che ci sono diversi significati dell'espressione delle onde gravitazionali, e quelli recentemente confermati dall'esperimento LIGO non sono la causa della forza gravitazionale. Inoltre, non sono prodotti da masse in accelerazione ma da violente fusioni di stelle. D'altra parte, a causa del suo effetto di trascinamento, saranno sicuramente correlati alla cosiddetta espansione dell'universo, all'energia oscura e alla stessa teoria del Big Bang.

Tuttavia, va notato che una cosa è la trasmissione di gravità e altre le onde gravitazionali della Relatività Generale, in quanto non si riferisce allo stesso concetto secondo la Fisica Globale.

Vediamo entrambi i concetti separatamente.

  1. Onde gravitazionali di Relatività Generale.

    Potrebbe essere correlato a cambiamenti della struttura reticolare della materia –etere gravitazionale, cinetico o globale–, come supporto materiale di campo gravitazionale, massa ed energia cinetica. Queste onde a sua volta può essere in parte legati alla energia oscura e la teoria della inflazione; come discusso nel libro di Astrofisica et Cosmologia Globale.

    Tuttavia, a causa del vago concetto di gravità relativistica, talvolta i concetti di trasmissione della intensità gravitazionale e della distorsione dello spazio-tempo sono misti; per evitare confusione, il concetto relativistico è limitato alla distorsione dello spazio-tempo, qualsiasi effetto che produce.

    Il futuro esperimento LISA –Laser Interferometer Space Antenna– per tentare di rilevare le onde gravitazionali relativistiche; si tratta di un esperimento simile a quello di Michelson-Morley, ma nello spazio. Ciononostante, come viene spiegato nel libro di Esperimenti di Fisica Globale, penso che si osserverà che la luce non si comporta come nell’esperimento di Michelson-Morley; ciò che significherà, all’incirca, la fine della Teoria della Relatività.

    D'altra parte, sembra aver finalmente rilevata quest'ultima tipologia di onde gravitazionali con l'esperimento LIGO –Laser Interferometer Gravitational-Wave Observatory–, che ha lo stesso scopo del LISA ma fatto sulla Terra. Di conseguenza, non fa in alcun modo di Relatività Generale.

    E un po’ curioso che le onde gravitazionali relativistiche vengono rilevati dalla distorsione delle onde elettromagnetiche senza che vi sia alcun etere in Relatività Generale, a meno che l'etere con le proprietà meccaniche è lo spazio-tempo stesso.

    Un altro argomento interessante delle onde gravitazionali è in relazione all'origine dell'universo.

    • Teoria del Big Bang e espansione dell'universo.

      L'accelerazione della velocità di espansione dell'universo è nota da tempo; dai calcoli basati sulla luminosità delle supernova era tra 67 e 72 km/s per mega parsec.

      La rilevazione di onde gravitazionali prodotte dalla fusione di due stelle di neutroni –GW170817– ci ha permesso di fissare a 70 km/s per megaparsec ➹ l'aumento della velocità di espansione dell'universo nei 130 milioni di anni luce che ci separano dal origine di detta fusione. L'articolo collegato sottolinea che con osservazioni più simili l'accuratezza può essere migliorata.

      Fusione di stelle di neutroni
      GW170817NASA - (Immagine di dominio pubblico)
      Fenomeni osservati nel corso di nove giorni dopo la fusione di neutroni conosciuto come GW170817-NASA

      Quando questi calcoli si avvicinano alla velocità della luce nell'intera età dell'universo, possiamo fare il calcolo inverso per determinare l'aumento medio della velocità di espansione dell'universo in modo che l'universo visibile abbia l'età affermata dalla teoria del Big Bang.

      Il risultato è 300.000 km/s /( 13.799/3.26) Mpc = 70.8205371797101 km / s Mpc, con la stessa affidabilità del calcolo dell'età dell'universo.

      In altre parole, sembra che in realtà ciò che determina la presunta età dell'universo sia la sua visibilità, indipendentemente da qualsiasi esplosione iniziale, in modo che la teoria del Big Bang non sia corretta o, almeno, perda uno dei suoi grandi supporti.

      In ogni caso, queste considerazioni sono molto superficiali; sembra complicato disegnare l'universo con pochi punti senza sapere se è piatto o sferico, per non dire altro.

  2. Onde che generano la forza di gravità.

    Il concetto di onde è molto ampio ed esistono diverse classificazioni o tipi di onde. La pagina sulle onde fisiche di Wikipedia è abbastanza valida e con immagini animate.

    Le onde gravitazionali sono spesso indicate come l'origine della forza di gravità –che trasmette la tensione della curvatura longitudinale dei filamenti dell’etere gravitazionale secondo la Fisica Globale. Si parla sovente delle onde gravitazionali, di solito, però, non si dice che caratteristiche debbano avere oltre a trasmettere o sostenere l’energia potenziale elastica del campo gravitazionale di natura puramente matematica.

    L’aspetto che più ci interessa è la velocità delle onde gravitazionali; ma vediamo prima la natura delle onde gravitazionali attenendoci ai seguenti criteri:

    • Onde che richiedono un mezzo oppure no.

      Per Sir Magufo tutte le onde necessitano di un mezzo, altrimenti sarebbero onde astratte o magici. Menzione obbligata a Newton, poiché non gli piacevano le forze a distanza.

      Su Wikipedia viene fatta una distinzione fra onde meccaniche, come quelle del suono, onde elettromagnetiche o di trasmissione di ciò che definisce campi –ipoteticamente immateriali– e onde gravitazionali che rappresenterebbero la trasmissione di deformazioni del proprio spazio.

      Sembra che la Fisica Moderna, oltre ad utilizzare onde fantasmatiche di luce, confonde i cambiamenti delle dimensioni e della tensione dei reticoli dell’etere gravitazionale con cambiamenti del proprio spazio, avvalendosi di cambiamenti del tempo per far quadrare le osservazioni della realtà fisica; ovviamente, prima di ricorrere alle singolarità o alle incertezze come ultima risorsa.

    • Onde periodiche e non periodiche.

      Le onde gravitazionali saranno periodiche, in quanto la tensione dell’etere gravitazionale si mantiene, a differenza delle onde di luce, che si producono in modo isolato e non periodico. Il tipo di onde non periodiche o isolate vengono anche dette battiti.

      L’energia dell’etere gravitazionale o globale richiede una vibrazione costante, per lo stesso concetto di elasticità; qualcosa in riposo assoluto non potrebbe, infatti, avere nessuna energia interna.

    • Onde stazionarie e onde che si propagano.

      Le onde gravitazionali saranno onde stazionarie, perché la forza di gravità esisterebbe in un campo di gravità statico.

      La propagazione delle variazioni della tensione della curvatura longitudinale dovrebbe avvenire con la vibrazione o risonanza delle onde stazionarie dell’etere gravitazionale.

    • Onde longitudinali e trasversali.

      La tensione longitudinale della struttura reticolare della materia dovrebbe mantenersi con onde longitudinali tipo molla oppure come onde bidimensionali, ma non di torsione, come le onde elettromagnetiche.

      I nodi delle onde longitudinali o bidimensionali potrebbero corrispondere ai vertici dei reticoli dell’etere gravitazionale.

      In realtà, l’idea che voglio esporre è che sia le onde gravitazionali nel senso di variazione nell’intensità del campo gravitazionale che le onde elettromagnetiche si propagano alla velocità di vibrazione o risonanza delle onde longitudinali stazionarie dell’etere gravitazionale.

    • Onde unidimensionali, bidimensionali o tridimensionali.

      Questo concetto riguardante le dimensioni di un’onda è abbastanza chiaro: io direi tuttavia che si confonde spesso un insieme di onde con un’unica onda per il fatto che avvengano simultaneamente.

    Vediamo adesso il tema della velocità delle onde gravitazionali come trasmissione della tensione della curvatura longitudinale della gravità, per variazioni nella localizzazione spaziale della massa che la causa.

    Questo aspetto dell'interazione gravitazionale non era semplice, c'erano poche informazioni e molto confuse. Basti pensare che la Fisica Moderna nega l’esistenza dell’etere gravitazionale o di ogni tipo di etere con proprietà meccaniche. Quest’ultima affermazione è in fin dei conti un eufemismo della Teoria della Relatività di Einstein.

    Il tema della velocità della vibrazione dell’etere gravitazionale come onde longitudinali è legato a quanto detto sulla Propagazione delle onde magnetiche e velocità della luce costante nella sezione sulle Proprietà delle onde di luce o fotoni e l’interazione elettromagnetica del libro sulla Meccanica Globale.

    Un tema diverso è la risonanza della massa, poiché aumenta con il movimento e con la tensione longitudinale dell’etere gravitazionale; come viene illustrato nella sezione Fisica e movimenti in gravità del libro della Fisica et Dinamica Globale, potrebbe andare da *c* fino ad avvicinarsi a c².

    In precedenza, c'erano due posizioni riguardanti la velocità delle onde gravitazionali come trasmissione della tensione della curvatura longitudinale responsabile della forza di gravità; anche se ora sembra chiaro che è uguale alla velocità della luce.

    La stessa velocità delle onde gravitazionali e della luce dovrebbe rispondere ad alcune caratteristiche fisiche del mezzo attraverso il quale entrambe si muovono, qualunque sia il nome. Altrimenti, ci troveremmo di fronte a un'enorme incidente virtuale.

    I ragionamenti, in un senso o nell’altro, sarebbero i seguenti:

    • Velocità c² o una quantità d’ordine simile.

      Laplace determinò nel 1825 che la velocità di propagazione delle onde gravitazionali dovrebbe essere almeno 108 c, per la differenza fra la direzione dell’accelerazione centripeta della Terra verso il Sole e la direzione della luce che giunge alla Terra proveniente dal Sole.

      Vediamo verso dove si dirige l’accelerazione centripeta della Terra per effetto della forza gravitazionale del Sole. Poiché sappiamo che la luce impiega 8.3 minuti ad arrivare sulla Terra dal Sole, la direzione della luce segna la situazione del Sole 8.3 minuti prima, dovrà esserci qualche adattamento per il trascinamento della luce, ma sarà esiguo perché questo trascinamento diminuisce rapidamente con la distanza.

      Dalle osservazioni astronomiche effettuate si sa che il vettore dell’accelerazione centripeta della Terra segna 20 secondi di arco nella direzione del movimento del Sole rispetto a quella della Luce; vale a dire, segna la situazione spaziale corretta del Sole in quello stesso istante.

      Altri studi con eclissi di Sole da parte della Luna e con pulsar binari offrono quantità minime simili.

    • Velocità di onde longitudinali della gravità uguali alla velocità della luce.

      Si potrebbe pensare che il fatto che la forza centripeta sulla Terra segni precisamente il Sole non sia dovuto alla velocità delle onde gravitazionali come trasmissione della tensione longitudinale della gravità, bensì alle forze gravitazionali in quanto additive. In questo contesto, con il Sole in movimento di traslazione galattica, il movimento della Terra è dovuto sia alla forza gravitazionale del Sole che alla forza di gravità responsabile di tale movimento del Sole, che si ripercuoterà allo stesso modo sulla Terra.

      Detto altrimenti, se eliminassimo nell’analisi la forza gravitazionale che influisce sul Sole e sulla Terra, il risultato sarebbe un Sole statico e non ci sarebbe bisogno di immaginare nessuna velocità delle onde gravitazionali perché non esisterebbe nessuna variazione della gravità, dato che stiamo considerando solo la variazione della forza gravitazionale del Sole, che è nulla.

      La discussione sull’atractis causa della Legge di Gravità Globale in merito a quanto indicato da Einstein e osservato nell’eclissi solare, cioè che la forza gravitazionale ha effetti sulla luce del doppio rispetto alla massa, secondo la Legge di Gravitazione Universale di Newton, confermato nell’eclisse solare del 1919, è coerente con la velocità uguale di trasmissione della gravità e della luce.

      Scienziati dell’università di Missouri-Colombia affermano nel 2003 di aver misurato la velocità della gravità con un errore del 20% e ritengono che sia uguale a quella delle onde elettromagnetiche.

      Infine, onde gravitazionali rilevati dall'esperimento LIGO hanno la stessa velocità della luce.